Il gioco del pallone col bracciale, derivato dalla pallacorda, cominciò ad affermarsi in Italia già a partire dal XVI secolo e per più di quattro secoli è stato il protagonista indiscusso degli sport sferistici nella penisola italiana, almeno per quanto riguarda l'Italia centro settentrionale, fino a toccare nel XIX secolo i vertici massimi del consenso e della popolarità pure nel sud Italia divenendo quindi un elemento unificante e rappresentativo della nuova nazione italiana in qualità di sport nazionale. Notevole impulso a questo sport diede la Toscana, tanto che una specialità di gioco era chiamata anche bracciale grande o toscano.

Un impressionante numero di giocatori professionisti erano toscani, basti pensare che nell'Ottocento un comune come Poggibonsi contava, come racconta De Amicis, ben diciassette pallonisti di professione: inoltre a questa regione si deve soprattutto il merito di aver dettato, agli inizi del XIX secolo, le nuove regole di gioco che contribuirono alla trasformazione del pallone da passatempo o gioco di piazza a vero e proprio spettacolo pubblico. Altra zona importante del bracciale è quella marchigiana: nel XX secolo la cittadina di MONDOLFO (PU) era la patria di tanti campioni, al punto che fu chiamata la capitale del gioco di pallone a bracciale da S.Iacomuzzi nella "Enciclopedia degli sport" edita nel 1965.